Identità?

20180621_143138

Incontro supervisori della Società. Il tema che la referente ha scelto è “l’identità dello psicoanalista”; sono un po’ tardi, e quando arrivo son tutti già addentro alla discussione, cercando di definirne i confini e le caratteristiche del ruolo. Intervengo, dicendo che il concetto non mi appassiona, e anzi lo ritengo piuttosto pericoloso per una buona psicoanalisi. Mi guardano un po’ così, però sono intrigati dalla prospettiva e allora approfondisco.

Identità è un concetto nato nel secolo scorso, dominato da un lato da un’epistemologia illuministica fondata sulla ragione quale torcia che permette di conoscere l’altro (e il mondo) e dall’altro sulla concezione di soggetto individuale, sorto solo dopo il rinascimento e che proprio a cavallo tra l’800 e il ‘900 ha trovato il suo apice (Freud era lì..). In pratica io sono io e tu sei tu, e ti potrò conoscere in quanto tale. Un modo di pensare che era proprio di un mondo stabile, fatto di relazioni lente, fondate su ruoli chiaramente definiti.

Ma oggi ancora si può? Ha senso ha parlare di identità in un mondo fluido, dove i confini si stanno via via sfumando, dove la scienza ci ha chiaramente evidenziato che non c’è possibilità di conoscenza oggettiva ma l’osservatore è sempre intrinsecamente implicato con l’osservato?

Per me non si può. Anzi, affermo con forza che reclamare una propria identità risponde solo alla necessità di costruire un dispositivo per soddisfare bisogni molto basic di sicurezza e protezione. E le conseguenze son sempre nefaste, perchè va sempre a generare una cesura io/l’altro.

Sul versante socio.- con estremo sconcerto assistiamo infatti alle voci tonanti che reclamano una presunta identità razziale, di patria, religiosa o di altre follìe. Su quello più individuale assistiamo alle innumerevoli violenze quotidiane subìte dai più frangibili. Su quello psicoterapeutico per contro alla generazione di un dispositivo analista/paziente dove il primo si arroga il diritto di curare il secondo, senza pensare che così non cura ma conforma (si veda per questo punto e sulla differenza tra cura e prendersi cura alcuni scritti precedenti in questo blog).

E così ho proposto che è meglio se l’analista la sua identità se la dimentica. se non lo fa lui non lo può chiedere all’altro, e l’altro è e resterà sempre un mistero. Ho proposto anche che è meglio se in seduta invece che un analista ed un paziente ci stiano due analisti, ognuno esperto della propria esperienza e ognuno dei due disponibile a rimetterla in gioco.

Poi, certamente, sarà a carico di uno dei due la garanzia che durante la seduta ci si mantenga sul livello analitico, che però appartiene all’interazione e non all’analista e questo giustificherà di per sè l’onorario.

Mi han continuato a guardare un po’ così, ma lo posso capire, il salto è notevole e mica tutti hanno avuto la fortuna di lavorare con un maestro che si chiama Michele Minolli, che con coraggio tempo fa ha aperto questa nuova strada, ben nota in alcune correnti filosofiche e – più di recente – neurobiologiche,  ma inedita per l’universo psi.-. Vedremo la prossima volta.

Nel frattempo, per approfondire il concetto di identità e la sua pericolosità drammaticamente attuale consiglio la lettura del breve saggio di Francois Jullien che ho messo in foto. Anche se scrive un po’ troppo è sempre un autore che mi piace molto, chiaro lettore del contemporaneo e mai banale.

Buona lettura.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Pietà

trovata in rete (for m. forever ago) e la faccio girare. Son momenti difficili, l’importante è stare saldi e prendere posizione.

PPP

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Cos’è l’amore? (n.2)

carrere

Aspettando il Convegno (vedi il post precedente) la ricerca continua, e dopo “una vita come tante” (vedi qualche post fa) segnalo un’altra lettura che qualcosa in più lo dà.

Emmanuel Carrère è un’anima curiosa, inquieta, in costante ricerca. Sa (de)scrivere come pochi, e in questo libro il suo racconta di alcune vite; la storia di Patrice e Juliette è splendida. Gli ha permesso belle riflessioni sulla sua, e ha regalato a noi qualche spunto in più per la nostra.

di seguito due passaggi, per me particolarmente importanti:

… Se Patrice è arrivato a raccontarmi quest’ultimo litigio, più commosso che rammaricato, è perchè gli avevo chiesto se si immaginava una futura vita amorosa. La domanda, pur senza scandalizzarlo, l’aveva indotto a pensare. Forse Juliette aveva ragione, forse si sarebbe rifatto una vita con un’altermondista rilassata e simpatica, perchè no? Era quel che meritava. Ma una delle cose che aveva amato di Juliette è che non era la donna con cui in teoria avrebbe dovuto stare. Lei l’aveva scosso, stanato dal suo solco. Lei era la diversità, l’inaspettato, il miracolo, quello che in una vita capita una volta sola, e solo se si ha molta fortuna. E’ per questo che non mi lamento, conclude Patrice: io quella fortuna l’ho avuta.

Dopo alcune pagine eccolo riflettere su di sè..

Helene indossa pantaloni yoga e un maglioncino leggero, molto scollato, i pantaloni le segnano le natiche e il maglioncino la punta dei seni. La trovo bella, sexy, tenera; la pace del nostro amore e l’intensità di questa pace mi meravigliano. Accanto a lei so dove sono. L’idea che potrei perderla mi risulta insopportabile, ma per la prima volta in vita mia penso che a portarmela via, o a portare via me, potrebbe essere solo un incidente, la malattia, qualcosa che ci piombi addosso dall’esterno e non l’insoddisfazione, la stanchezza, la voglia di novità. Dirlo è imprudente, ma davvero, mi sembra impossibile. Certo, immagino che se ci è dato durare ci saranno delle crisi, dei momenti di stanca, delle burrasche, che il desiderio si consumerà e si volgerà altrove, ma credo che resisteremo, e che uno di noi chiuderà gli occhi all’altro. Niente, in ogni caso, mi appare più desiderabile.

Passaggi che trovo bellissimi. E’ proprio vero che, per amare, si deve entrare in una dimensione senza tempo. Magari domani ci lasciamo (e chi mai lo sa cosa succederà domani), ma oggi è per sempre. In altre parole è il passaggio ben noto e indicato da qualsiasi saggezza: se non si può giocare con la morte, vivere è impossibile.

 

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

40 anni

FB

13 maggio 1978.

A volte qualcuno mi chiede cosa ne penso della legge Basaglia. Non gli rispondo neanche.

Standing Ovation.

Sono passati 40 anni. Come vola il tempo..

Per i più giovani un bel video da guardare, cliccate Fuori dai manicomi

 

 

 

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Save the date..

Ce l’abbiamo fatta.

è un bel gruppo di lavoro quello coordinato da Francesco Dettori, di cui ho il gran piacere di far parte.

Abbiamo definito il programma del Convegno del 25-27 maggio, centrato sulle passioni e sull’amore. Il programma è interessante, abbiamo messo insieme diverse voci da far dialogare: psichi certo, ma anche sociologi, antropologi e soprattutto poeti. Chi può salvi la data sull’agenda.

 

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Bambini in difficoltà

Leggo sui quotidiani nazionali dell’attenzione che il Ministro dell’Interno in questi giorni sta dedicando ad un bambino inglese in grave difficoltà. Per permettergli di essere curato, che in patria non lo fanno, ha anche offerto a lui e ai suoi genitori la cittadinanza italiana.

Bene. Bravo Ministro. Gran gesto e buon cuore.

Speriamo che continui così, allo stesso modo, per tutti i bambini stranieri in difficoltà di cui viene a conoscenza.

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria

Altre lingue

20180311_162429

Da un po’ di tempo ho abbandonato le letture psico o filosofiche; ci ritornerò, prima o poi, ma mi ha fatto bene andarmene a ricercare altrove.

Sto approfondendo la conoscenza di altri territori: arte, poesia, letteratura.

Quello visuale è il linguaggio che al momento mi appassiona di più.

Sto scoprendo cose molto interessanti, e guardando con il mio occhio è naturale il collegamento alla ricerca che ho in corso.

Al momento segnalo tre cose che ho trovato:

la prima è l’esposizione di ritratti e reportage di Danilo De Marco, a Pordenone, galleria “Harry Bertoia” fino al 27 maggio. Imperdibile. si impara di più sull’umano osservando una fotografia di un maestro che leggendo 100 articoli psico (vedi la foto sopra).

La seconda è un breve video di un fotografo che non conoscevo. Mi è piaciuto il suo linguaggio immediato, semplice, per definire come si sviluppa un progetto fotografico. Basta sostituire “progetto fotografico” con “progetto di vita” e si colgono facile facile spunti divertenti e interessanti.

lo si può vedere qui, porta via poco tempo:

 

La terza è più impegnativa. Una lezione di Toni Thorimbert sul ritratto ad un gruppo di giovani fotografi. Schietto, corrosivo, appassionato, mi ricorda da vicino Michele Minolli, alla faccia degli empatici.

L’ho trovato un bel saggio sulla relazione, per me è da vedere almeno due volte (la prima per superare una certa insofferenza per quel suo modo un po’ così..).

Ne scrivo un passaggio, che ho rimaneggiato un po’ per rendere l’idea. Parole facili da dire, estremamente difficile il fare. Lui l’ha fatto (almeno mi pare, ma secondo me lui c’è). E sono parole da ripetere ad ogni giovane analista che si incammina nella pratica.

Il ritratto è la testimonianza di un incontro.. Non è un’indagine psicologica su un altro, perchè dell’anima degli altri non ne sappiamo un cazzo; non ne sappiamo niente della nostra figurati degli altri.. Quando ci mettiamo in relazione con un altro ci dobbiamo completamente dimenticare del risultato; quello che ho da vivere è un’esperienza. Se bado al risultato magari lo ottengo ma in termini di esperienza sarà una ben misera cosa… Tu, cosa ci metti sul piatto? cosa metti nella relazione? Per esempio, puoi dare la tua vulnerabilità, è un grosso regalo alla persona che hai davanti… Puoi portare la persona dove entrambi ci si può mettere a nudo, senza protezioni. Sei tu che devi lasciare il tuo posto sicuro, ed è solo quando lo fai tu che puoi chiederlo all’altro..

Il video lo si trova qui (e vale il tempo speso a guardarlo):

Lascia un commento

Archiviato in Senza categoria