Archivi del mese: maggio 2012

Dialoghi sull’Uomo

Fa davvero piacere osservare di questi tempi  la grande offerta di festival e incontri sull’uomo e l’umanità, tutti ad un livello che mi pare molto alto. Questo fine settimana si svolgerà a Pistoia “Dialoghi sull’Uomo”, vedi il sito: http://www.dialoghisulluomo.it

Io non ci posso andare a causa di altri impegni presi, ma se potessi di sicuro andrei a sentire Laura Boella e Gherardo Colombo, il programma è qui: http://www.dialoghisulluomo.it/it/node/1926

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La buona neuroscienza…

Faccio il verso al Post precedente…

Chiunque svolge una professione di aiuto (medici, psicologi, ecc..) non può evitare di darsi una risposta ad almeno 3 domande: chi è il soggetto, perchè soffre e cosa lo cura. Per quel che riguarda la prima domanda aiuta guardare  cosa hanno da dire la filosofia e la scienza in merito al soggetto. Le neuroscienze, e più in generale le scienze cognitive, di questi tempi stanno esplorando territori nuovi e interessanti. Attualmente sto leggendo questo libro, e lo trovo un ottimo esempio di buona neuroscienza. In alcuni punti è un po’ troppo leggero, in altri criticabile, ma la direzione che indica è quella giusta, ed è una voce “contro” un riduzionismo mente-cervello che con troppa facilità è sempre stato dato per scontato. lo consiglio vivamente.

Buona lettura.

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La cattiva neuroscienza

Leggo ieri sl Corriere un articolo che invito tutti a leggere perchè a parer mio è un perfetto esempio di cattiva neuroscienza. Il riduzionismo, verrebbe da dire, è proprio duro a morire. Se da un lato assistiamo per fortuna a un decrescere di articoli che annunciano di avere trovato il gene di questo o quel comportamento (dalla tossicodipendenza alla gelosia, tanto per fare un esempio) purtroppo dall’altro è in corso un aumento di notizie che sbandierano ai quattro venti che siamo così o cosà a causa di questa o quella zona del cervello, con tanto di foto che sono così di moda. E’ proprio vero che oggi qualsiasi banalità, se corredata da illustrazioni di Brain Imaging diventa subito una roba scientifica interessante.

Sono d’accordissimo con Alva Noe quando afferma che le neuroscienze oggi sono in una fase adolescenziale, e come tutti gli adolescenti sono innamorati della tecnica senza nessuna idea della storia di ciò che stanno osservando.

Noi non siamo il nostro cervello, la mente non è riducibile a quello, checchè ne dicano alcuni (cattivi) neuroscienziati. Il riduzionismo, quando si studiano cose come questa, è fallace e noi, inevitabilmente, siamo di più e altrove, non nelle connessioni neurali. D’altronde l’idea portante dell’articolo è palesemente ingenua, e facilmente falsificabile per chiunque abbia un minimo di nozioni di logica, o meglio, di buonsesno…

Buona lettura, l’articolo lo trovate qui:  http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_maggio_12/-ecco-perche-parliamo-di-noi-formula-twitter-facebook-covacich_3114bcd0-9c08-11e1-a2f4-f4353ea0ae1a.shtml

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Metzinger a Torino

Anche se devono sempre restare radicate nel loro specifico, la psicologia e la psicoanalisi devono tenere sempre un occhio attento a cosa succede nelle scienze e nei saperi contigui. La filosofia, e in particolare la filosofia della mente, è un terreno in cui sperimentare fertili ibridazioni.

Thomas Metzinger è il più celebre filosofo della mente europeo. Ho letto il suo “Il tunnel dell’Io” edito da Cortina è e lo consiglio. Assume posizioni sulle prima controintuitive: non è facile sulle prime accettare una cosa del tipo “Non esiste una cosa simile a quello che comunemente chiamiamo sè. Al contrario di ciò che la maggior parte delle persone crede, nessuno è mai stato o ha mai avuto un sè“. Se però ci si ferma un attimo a pensare le sue argomentazioni aprono a prospettive nuove e moolto interessanti, su cui il più delle volte mi ritrovo a dirmi d’accordo.

dal 14 al 18 maggio sarà a Torino alla scuola di Alta formazione filosofica (www.sdaff.it) e il 17 terrà una lezione magistrale aperta al pubblico su spiritualità, libero arbitrio e onestà intellettuale. Io non ci posso andare, ma consiglio a chiunque sia da quelle parti di esserci.

Chi vuole farsi un’idea del suo pensiero e ha un’oretta a disposizione può guardare questo: 

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letture interessanti

Inauguro con questo articolo la segnalazione di libri e letture interessanti.

In questo periodo sto leggendo Castells, il sociologo che meglio di tutti ha capito Internet. Per andare un poco oltre le cose liquide, non faccio nomi, faccio cognomi: Bauman per esempio…, lo trovo interessante. La rete è la nuova metafora per descrivere la realtà, il vivente, e il soggetto. Castells le reti le ha capite bene.

Buona lettura.

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