Novecentocinquanta

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Vita più, vita meno.

Non sono i primi, non saranno gli ultimi.

Ciò che fa notizia è il numero, spaventoso, ma ce n’è ogni giorno.

E, con i piedi appoggiati su solido terreno scrivo.

Non per indignarmi, che in questo caso non serve a niente.

Non per reclamare che qualcuno faccia qualcosa, che ce n’è già troppi.

Nemmeno per scuotere la testa davanti ai furbini che lo sfruttano a fini propri, che anche quello non serve.

Ma per dire il mio sconcerto davanti al fatto che tra una settimana ce ne saremo tutti dimenticati.

Magari proviamo a immaginare che lì c’era anche un nostro amico, un parente, perlomeno un conoscente.

Si va avanti lo stesso, ma ricordare aiuta.

“Siamo gli innumerevoli, raddoppio a ogni casa di scacchiera / lastrichiamo di scheletri il vostro mare per camminarci sopra”

(Erri De Luca, 2005)

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